Proseguiamo il nostro viaggio nel mondo delle investigazioni: in questo articolo approfondiamo le tecniche di investigazione, scoprendo le attività che possono essere considerate lecite e quelle che invece non possono esserlo. 

Negli articoli precedenti abbiamo visto insieme cosa fa un investigatore privato e cosa è necessario sapere per lavorare in un’agenzia investigativa, introducendo gli ambiti di intervento e i requisiti necessari per poter richiedere la Licenza al Prefetto e poter, così, operare nel mondo delle investigazioni. 

Da sempre il mondo delle investigazioni private risulta molto affascinante anche se, a malincuore, è ancora troppo spesso circondato da un grande alone di mistero. E si sa, quando le cose sono poco chiare il rischio è quello di avere una visione distorta della realtà. 

Ma non vi preoccupate: siamo qui per accompagnarvi nella scoperta di questo affascinante mondo 😉

Tecniche di investigazione possibili

Gli ambiti e i settori in cui un investigatore privato può operare sono diversi: privato, aziendale, assicurativo, commerciale, penale, sicurezza

E’ tendenza comune pensare che tutte le investigazioni siano possibili; niente di più errato, vediamo perché. 

In qualità di investigatrice mi è capitato di trovarmi, più volte, a dover comunicare alle persone di non poter accogliere il loro incarico in quanto, quella tipologia di accertamento, non era possibile. 

Ecco, capite bene che quando mi sento dire “voi investigatori potete fare tutto” la mia risposta è sicuramente “niente di più falso”! 

Innanzitutto, oggi più di ieri dovrebbe essere chiaro quanto la privacy sia diventata un elemento di imprescindibile importanza. Ogni cittadino è infatti proprietario dei dati personali che lo riguardano e, in quanto tale, ha diritto di sapere dove sono questi dati e che utilizzo ne viene fatto.

In questo senso, l’investigatore privato può trattare il dato in due modi

  • Ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive;
  • Per far valere o difendere un diritto in un’eventuale sede giudiziaria.

In primis, per poter operare il professionista deve essere per legge tenuto a farlo

Appare chiaro che, con queste premesse, non tutte le tecniche di investigazione sono possibili.

Dunque, ottenuti i requisiti per poter accedere alla professione e superato l’ostacolo della licenza, resta ora da capire cosa può e cosa non può fare l’investigatore privato

Quali sono le tecniche di investigazione ammesse?

Per fare un po’ di chiarezza vi riporto, sulla base della mia esperienza, alcuni esempi pratici.

 

CASO 1: L’infedeltà coniugale 

E legittimata a chiedere un’indagine sul marito la moglie che teme l’infedeltà coniugale

Questo è uno dei casi per cui un privato cittadino decide di rivolgersi ad un’agenzia di investigazioni.
Come abbiamo visto è solo uno dei casi ma di certo quello più conosciuto. 

Il diritto della moglie nasce nel momento in cui con il vincolo matrimoniale i due decidono di passare la vita insieme. Da tale vincolo automaticamente scaturiscono anche alcuni doveri: 

  • Obbligo di fedeltà
  • Obbligo di assistenza morale e materiale;
  • Obbligo di condivisione dell’abitazione e dei bisogni fondamentali della famiglia. 

Il venir meno di uno di questi obblighi da parte del marito, o viceversa, legittima la moglie a poter chiedere un accertamento e l’investigatore privato ad operare. 

Il vincolo del matrimonio è riconosciuto dalla legge e, in questo caso, ci sarebbe un diritto da tutelare in un’eventuale sede giudiziaria. Diciamo eventuale perché è opportuno sapere che, la moglie, qualora dovesse entrare in possesso delle prove dell’infedeltà del marito, non ha l’obbligo di procedere in giudizio, ma potrebbe anche scegliere di proseguire diversamente

Dunque, è fondamentale che tra il cliente che firma il conferimento di incarico all’investigatore e il soggetto oggetto di indagine vi sia un legame riconosciuto dalla legge. 

 

CASO 2: L’infedeltà aziendale

È legittimato, a chiedere un accertamento sul dipendente, il datore di lavoro che teme un’infedeltà lavorativa

Se da una parte abbiamo lo Statuto dei lavoratori che impone dei limiti al controllo nei confronti dei dipendenti, vi sono però alcuni casi in cui tale controllo è consentito al datore di lavoro, con l’ausilio dell’investigatore privato. 

Si pensi ai casi di illeciti o ai casi in cui il comportamento sleale del dipendente arreca un danno all’azienda. 

Tra questi vi sono i casi di: 

  • Abuso dei permessi riconosciuti dalla Legge 104;
  • Utilizzo inappropriato dei giorni di malattia, di infortunio;
  • Furto di informazioni.

Questi sono solo alcuni degli esempi che legittimano il datore di lavoro a prendere precauzioni e lo giustificano in caso decida di avvalersi dei servizi di un’agenzia investigativa.  

 

Investigatore privato: cosa può e cosa non può fare

Dopo queste premesse andiamo ora a fare un po’ di chiarezza su quelle che sono le tecniche di investigazione consentite

Abbiamo visto che la privacy è un elemento imprescindibile e che il fatto che l’investigatore privato sia in possesso di una licenza di polizia non lo legittima ad operare al di fuori dei limiti imposti. In nessun caso. 

Vi starete sicuramente domandando quali siano le attività lecite e quali siano invece quelle illecite

Purtroppo, ancora troppo spesso, chi si rivolge ad un’agenzia investigativa pensa di riuscire ad entrare in possesso di tabulati telefonici, conversazioni private e di tutta una serie di dati strettamente personali. 

Proviamo allora a vedere quali sono le tecniche di investigazione illecite

Un’agenzia investigativa non può

  • Effettuare intercettazioni ambientali;
  • Effettuare intercettazioni telefoniche
  • Inserire microspie occultate al fine di captare informazioni e conversazioni;
  • Ottenere i tabulati telefonici;
  • Ottenere informazioni riservate dalle Forze dell’Ordine;
  • Installare applicazioni sul cellulare al fine di ottenere i contenuti dei messaggi; 
  • Violare il domicilio o interferire nella vita privata altrui;
  • Riprendere visivamente o sonoramente all’interno della privata dimora;
  • Violazione, soppressione, conoscenza e sottrazione della corrispondenza.

E la lista sarebbe ancora molto lunga..

Molto importante è rivolgersi sempre ad un professionista che cercherà di ottenere le informazioni di cui si necessita in maniera del tutto lecita

L’esercizio abusivo della professione commesso, cioè, da persone non in possesso di licenza prefettizia è un reato e come tale è penalmente perseguibile. 

Inoltre, il rischio è che il dato ottenuto illecitamente poi non possa essere prodotto e ritenuto valido in tribunale. 

Affidatevi sempre a professionisti esperti! 

Se avete qualche domanda o curiosità, come sempre rimaniamo a vostra disposizione. Non esitate a scriverci a info@forensicsteam.it e non dimenticate di continuare a seguirci per altri interessantissimi approfondimenti. 

 

 

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Bibliografia:

Alberto Paoletti e Gianpaolo Luzzi (2016), Le investigazioni private – Guida operativa, FAG. 

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