Nell’articolo precedente vi abbiamo parlato dei progetti sul bullismo da noi attuati per prevenire e contrastare i fenomeni di bullismo e cyberbullismo e, più in generale, le devianze minorili. In questo articolo, invece, andremo ad approfondire insieme come combattere il bullismo. 

Le nuove tecnologie, i videogiochi, i social network espongono i nostri ragazzi a nuovi rischi di cui, ancora troppo spesso, sia i genitori che gli insegnanti o gli educatori, negano l’esistenza. Per tale ragione, non smetterò mai di dire che il primo passo per comprendere come combattere il bullismo è l’informazione e la consapevolezza dell’esistenza del problema.

Non bisogna avere il timore di chiedere consiglio agli esperti, di chiedere un confronto o anche soltanto di partecipare a seminari o convegni. Se nostro figlio è un bullo o è vittima di violenze non necessariamente significa che abbiamo fallito come genitori. Purtroppo, come diciamo sempre, non esistono manuali di istruzione che ci spiegano come essere bravi genitori o come spiegare l’empatia a scuola o il rispetto per il prossimo, ad esempio.  Ancora più difficile è gestire situazioni delicate o a rischio.

Pensiamo all’insegnante che, dopo aver visto una scena di bullismo, si trova nella difficilissima posizione di dover convocare i genitori dell’alunno o ad un genitore che si è reso conto che suo figlio continua a tornare a casa da scuola con vestiti strappati e lividi sul corpo.

Arrivare a riconoscere i campanelli di allarme può essere complicato per svariate ragioni. E se arrivare alla consapevolezza del problema può essere arduo, dover poi affrontare quel problema potrebbe esserlo ancora di più. Soprattutto perché, in questo frangente, una frase o un consiglio sbagliati potrebbero essere ancora più dannosi, per questo è fondamentale sapere come combattere il bullismo.

Per questo motivo abbiamo scelto di stare accanto non solo ai ragazzi ma anche alle famiglie, agli insegnanti e agli educatori. Per creare consapevolezza, per ascoltare, supportare e consigliare. Perché, anche in questo caso, il lavoro di squadra è vincente. Il bullismo può essere contrastato e deve essere prevenuto! E forse, proprio chi passa la maggior parte del tempo con i ragazzi dovrebbe comprendere che il contrasto a questi fenomeni non può essere considerata semplicemente una possibilità ma un obbligo e un dovere.  

Andiamo ora a vedere insieme, anche sulla base della normativa vigente come combattere il bullismo.

Una legge per contrastare il cyberbullismo

Abbiamo già visto che bullismo e cyberbullismo hanno le medesime caratteristiche. Esistono, però, alcuni elementi distintivi

  • Nel bullismo le prevaricazioni possono essere fisiche mentre nel cyberbullismo possono avere solo carattere psicologico;
  • Nel bullismo la vittima conosce il bullo mentre, nel cyberbullismo, può capitare che non ci sia un rapporto di conoscenza tra i due ragazzi. Il bullo si sente ancora più forte poiché si sente tutelato dall’anonimato. Per tale ragione, comprendere l’identità può essere molto difficile
  • La vittima di bullismo a casa si sente al sicuro. La vittima di cyberbullismo non trova pace nemmeno all’interno delle mura domestiche, a nessuna ora del giorno e della notte. Vi è dunque una dilatazione del tempo dell’offesa e dell’esposizione alla situazione stressante.

Se si parla di cyberbullismo, quindi, appare chiaro come la vittima sia più vulnerabile. 

Per tale ragione, il 18 Giugno 2017 è entrata in vigore la Legge n.71: Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo

All’interno della legge viene data una definizione di cyberbullismo e viene specificato che ad essere responsabile non è soltanto il ragazzo che, in prima persona, aggredisce, molestia, ingiuria, denigra o diffama un’altra persona, ma è anche colui che si limita a diffondere le informazioni e i contenuti in rete allo scopo di isolare o rendere ridicola la vittima

Nel 2017, per la prima volta, è stato quindi previsto un provvedimento normativo allo scopo di proteggere le vittime, prevenire tali fenomeni ed educare i giovani

L’articolo 2 della legge 71/2017 prevede la possibilità di richiedere al titolare del trattamento, al gestore del sito internet o del social network l’oscuramento del contenuto diffamatorio. Tale richiesta può essere fatta non solo dai genitori o dagli esercenti la responsabilità sul minore, ma dal minore stesso a patto che abbia compito i 14 anni di età. Se entro 48 ore dalla richiesta non è stato provveduto alla rimozione o al blocco del contenuto è possibile fare un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali

L’ammonimento del Questore, previsto già in materia di stalking, inoltre, è stato esteso ai fenomeni di cyberbullismo. L’ammonimento è un provvedimento amministrativo e per tale ragione non richiede una prova certa e inconfutabile. Se l’istanza viene considerata fondata, il Questore convoca il minore responsabile delle prevaricazioni assieme ad un genitore ammonendolo – appunto – oralmente e invitandolo a mantenere una condotta conforme alla legge. Gli effetti di tale provvedimento cessano al raggiungimento della maggiore età. 

Come combattere il bullismo attraverso il potere della prevenzione 

La richiesta di oscuramento dei contenuti sul web e l’ammonimento del Questore, però, non sono altro che soluzioni da poter adottare quando ormai l’evento si è verificato

Fondamentale e necessaria resta, sempre e comunque, la prevenzione di questi fenomeni anche all’interno delle scuole che, come abbiamo già visto, risultano essere il luogo principale in cui avvengono le prevaricazioni

Per tale ragione, oltre ad istituire un tavolo tecnico presso la Presidenza del Consiglio, per prevenire e contrastare il cyberbullismo, si è voluta creare una collaborazione con il Ministero dell’Istruzione al fine di predisporre campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione sul fenomeno

Le stesse istituzioni scolastiche hanno una responsabilità e, pertanto, sono tenute a promuovere, ad esempio, un uso consapevole della rete.

Il MIUR ha i compiti di predisporre linee guida per la prevenzione e il contrasto al bullismo anche attraverso la formazione del personale scolastico e alla promozione di un ruolo attivo degli studenti

La legge n. 71 del 2017, all’articolo 5, ha voluto introdurre l’obbligo, per il dirigente scolastico che viene a conoscenza di atti di cyberbullismo, di comunicazione tempestiva ai genitori, ai tutori o a chi esercita la responsabilità genitoriale dei minori coinvolti

Gli insegnanti e i genitori hanno l’obbligo non solo di educare i ragazzi ma anche di ascoltarli, comprenderli, insegnar loro l’empatia, il rispetto nel prossimo…

Le scuole hanno il dovere di sensibilizzare gli studenti e prevenire le prevaricazioni per evitare il diffondersi delle devianze minorili. 

Consapevoli di quanto sia sempre più difficile agire in queste situazioni abbiamo voluto creare una vera e propria task force di esperti. Se questo articolo su come combattere il bullismo vi è piaciuto continuate a seguirci, nel prossimo articolo parleremo di aspetti positivi e negativi dei videogiochi. E non dimenticateci di scriverci a info@forensicsteam.it, saremo felici di rispondere ad ogni vostro dubbio!

Articolo di Valentina Grazzi

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