Oggi vedremo insieme quali sono i rischi in cui si incorre decidendo di lavorare in cassa integrazione.
Abbiamo visto all’interno degli articoli concorrenza sleale dipendente, abusi legge 104 e investigazioni aziendali quali sono le attività che il dipendente non può svolgere o le azioni che non può compiere se vi è in essere un rapporto di lavoro.  

È bene tenere in mente che, sebbene i dipendenti siano tutelati da uno Statuto dei Lavoratori, ciò non significa che tutto sia lecito – così come abbiamo visto non esserlo per i datori di lavoro 

In particolare, questi ultimi, a tutela della loro azienda, potrebbero decidere di far firmare all’atto dell’assunzione un patto di non concorrenza in modo da limitare i danni causati dalla risorsa nel caso in cui decidesse di andare a lavorare, ad esempio, per la concorrenza.  

Anche se, ricordiamo che il furto di informazioni e know how aziendale, ai danni dell’azienda presso la quale si lavorao si lavoravaè sempre un illecito. Un conto è “prendere” un cliente in quanto abbiamo fatto un prezzo migliore o la nostra presentazione è stata più convincente di quella del mio concorrente. Un altro è “prendere” un cliente direttamente al mio concorrente, poiché ho analizzato i suoi preventivi, il suo approccio e le sue tecniche di marketing, dopo esserne entrato in possesso in maniera fraudolenta, e da qui aver deciso di fare una proposta decisamente migliore. 

Parlando poi dei casi di assenteismo abbiamo visto quali sono i limiti, gli obblighi e i doveri imposti al dipendente nei casi, ad esempio, di assenza per malattia o in seguito alla richiesta di permessi 104. 

In questi casi, il dipendente non potrà in alcun modo andare a lavorare presso un’altra azienda. Anche nel caso vi sia in essere un ulteriore regolare rapporto di lavoro. Ovviamente le medesime conclusioni sono scontate se si pensa ad un rapporto di lavoro non regolare 

E nel caso sia l’azienda a tenere a casa il dipendente? Si pensi, ad esempio, ad un calo del lavoro o alla situazione emergenziale in cui versiamo in questo periodo. Per il dipendente, è possibile lavorare in cassa integrazione? 

Lo andremo a spiegare all’interno di questo articolo. 

La cassa integrazione come ammortizzatore sociale 

Innanzitutto, è opportuno iniziare la trattazione andando a definire cosa si intende per cassa integrazione e qual è la differenza con la più recente cassa integrazione in deroga.  

La cassa integrazione è un ammortizzatore sociale, una sorta di salvagente concesso dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale – l’INPS – a sostegno di alcune aziende che si trovano in una situazione di crisi e decidono di provare ad evitare il licenziamento del personale in esubero. 

Non necessariamente la cassa integrazione è la fase che precede il licenziamento. Alcune aziende, infatti, attraverso questa possibilità, sono in grado di risollevarsi economicamente 

I requisiti per poter accedere alla cassa integrazione sono diversi e, soprattutto, non tutte le aziende di tutti i settori possono usufruirne 

Per poter richiedere la cassa integrazione è necessario:  

  • La costanza del rapporto di lavoro;  
  • La sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa, non deve essere la conseguenza di azioni o mancanze del datore di lavoro o dell’imprenditore ma l’effetto di situazioni dovute ad eventi non prevedibili. Non vi deve essere, dunque, un’imputabilità al singolo;  
  • Appartenere, ad esempio, ai settori industriali e dell’artigianato;
  • I dipendenti beneficiari devono aver maturato un’anzianità di servizio all’interno dell’azienda. 

Con l’emergenza sanitaria sempre più spesso abbiamo sentito parlare di cassa integrazione e soprattutto di cassa integrazione in deroga 

Con la pandemia e il blocco della circolazione e delle attività produttive, infatti, la maggior parte delle aziende italiane si è trovata in grave difficoltà e lo Stato ha dovuto emanare decreti specifici al fine di fornire un sostegno concreto alle imprese per evitarne la chiusura 

Tra queste misure vi sono, ad esempio, il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione in deroga 

La cassa integrazione in deroga è stata pensata per aiutare quelle imprese escluse dagli ammortizzatori sociali o che non vi possono accedere perché hanno esaurito il periodo di fruizione. 

Cassa integrazione: diritti e doveri del dipendente. Si può lavorare in cassa integrazione?

Il beneficio per il dipendente che si trova a casa in cassa integrazione è sicuramente l’erogazione dell’integrazione del salario che potrà essere anticipata dal datore di lavoro oppure versata direttamente dall’Inps. Oltre al salario, il dipendente non andrà a perdere i contributi previdenziali in quanto, questi ultimi, al fine del calcolo della pensione, verranno comunque accreditati. 

Ma insieme ai diritti i dipendenti che si trovano a lavorare in cassa integrazione hanno anche tutta una serie di doveri e di obblighi 

La cassa integrazione, infatti, non è soltanto un sussidio ma uno strumento dato al lavoratore anche al fine di acquisire nuove competenze per ricollocarsi attivamente nel mercato dell’impiego. Questo vale per coloro che si sono visti sospendere o ridurre il lavoro del 50% o più negli ultimi 12 mesi. Così come avviene per i disoccupati, infatti, in questi casi, i dipendenti in cassa integrazione possono essere convocati dal centro per l’impiego per stipulare il patto di servizio finalizzato alla loro riqualificazione e reintegrazione nel mercato del lavoro 

Nello specifico, non si tratta di andare a lavorare presso altre aziende ma, ad esempio, di frequentare corsi di formazione o presentarsi ad incontri di orientamento. 

A meno non ne abbia un motivo valido, in caso il lavoratore non si presenti alle convocazioni o non partecipi agli incontri di orientamento può vedersi decurtata una percentuale o l’intera mensilità di cassa integrazione. Se poi le assenze sono ripetute perde il diritto all’ammortizzatore sociale 

Ma quello che molti si chiedono, indipendentemente dalla percentuale di riduzione del lavoro è “si può lavorare in cassa integrazione?” 

Se si vuole, nello stesso periodo, beneficiare dell’ammortizzatore sociale e avere l’accredito della mensilità la risposta è no 

Infatti, durante il periodo di integrazione salariale, il lavoratore che vuole svolgere un’attività di lavoro, sia essa autonoma o subordinata, deve considerare che non avrà il diritto al trattamento per le giornate di lavoro effettuate 

Il dipendente dovrà fare molta attenzione perché in caso non abbia provveduto ad inviare per tempo una comunicazione all’Inps inerente allo svolgimento della nuova attività, potrebbe vedersi decadere il diritto al trattamento di integrazione salariale. 

Ovviamente quanto sopra descritto vale per coloro che intendono lavorare ma pur sempre attraverso contratti di lavoro regolari. Ricordiamo che il lavoro nero invece è sempre irregolare e talvolta il dipendente può essere accusato di aver commesso un reato e obbligato alla restituzione delle somme illecitamente percepite 

Il datore di lavoro che sospetta che il dipendente possa lavorare in cassa integrazione, in nero presso altre aziende o in proprio, può avvalersi dell’intervento dell’investigatore privato. Se dall’accertamento dovesse risultare la prestazione di lavoro, il datore di lavoro potrebbe procedere anche legalmente nei confronti del dipendente 

Questo è soltanto un altro esempio a dimostrazione del fatto che l’agenzia investigativa, oggi, può essere un prezioso alleato per le aziende 

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 Articolo di Valentina Grazzi

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