Nell’articolo precedente abbiamo visto cos’è il bullismo e abbiamo visto qual è il ruolo svolto dal gruppo nelle dinamiche tra i ragazzi, andiamo oggi parlare invece dei progetti sul bullismo e sulla prevenzione.

Se le problematiche assimilabili al bullismo si registrano già nelle scuole dell’infanzia è lì che bisogna iniziare ad agire. Non possiamo, infatti, pensare che la situazione si aggiusti da sola con il passare dell’età in quanto, abbiamo già visto che, chi subisce violenze e prevaricazioni già da bambino poi può rischiare di rimanere ancorato a quel ruolo non riuscendosene a liberare nemmeno in seguito.  

Ciononostante, è un po’ con rammarico che ci tengo a precisare, da professionista, che non è semplice parlare di prevenzione e di tutela dei minori. 

Notiamo che, ancora troppe persone tendono a non voler vedere il problema limitandosi a commentare quegli articoli di cronaca, sempre più frequenti, con freddezza ritenendo che il problema sia semplicemente troppo distante. Distante da noi, dai nostri ragazzi, dalle nostre famiglie e dalle nostre vite.  

Per quanto sia difficile, però, non abbiamo mai smesso di parlare di prevenzione. 

Occupandoci di tutela dei minori ed essendo costrette, ancora troppo spesso, ad agire quando ormai è troppo tardi, anche all’interno di contesti disastrosi, abbiamo voluto unire le nostre competenze per dare voce a chi non ne ha e per essere di sostegno non solo ai ragazzi ma anche alle loro famiglie, alle scuole, agli educatori

Perché, mentre scrivo questo articolo, andando a digitare sui motori di ricerca “cronaca bullismo” sono ancora troppo frequenti gli articoli. L’ultimo risale addirittura a pochissimi giorni fa quando una dodicenne, disabile, è stata picchiata da un gruppo di ragazze, anche loro minorenni. E come se non bastasse la scena è stata interamente ripresa da una di loro e pubblicata su Instagram. 

Ebbene sì! Perché il bullismo non è una cosa “solo da ragazzi” ed è giusto formare, informare ed educare

È doveroso comprendere quali sono le cause e come possiamo cogliere in tempo i campanelli di allarme. Dobbiamo educare i nostri ragazzi all’empatia perché l’altro, anche se diverso fisicamente, caratterialmente, psicologicamente o semplicemente se ha avuto possibilità diverse dalle nostre, non significa che sia meno umano di noi. 

Dobbiamo far comprendere ai nostri ragazzi che se è vero che il gruppo e la socializzazione sono necessari alla formazione della propria identità, è altrettanto vero che la nostra affermazione non può e non deve essere raggiunta ai danni di altri

I progetti sul bullismo: il progetto Noi Siamo Insieme

Da diverso tempo ci occupiamo di progetti sul bullismo. Non solo webinar e seminari ma anche veri è propri progetti studiati e “cuciti” per situazioni specifiche.

Così nasce il progetto Noi Siamo Insieme. Siamo stati contattati da un’associazione presente in uno dei comuni del ferrarese in seguito ad episodi di vandalismo e ad alcune dinamiche riconducibili ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo. Abbiamo ascoltato le testimonianze di chi ha voluto raccontare la sua storia e abbiamo deciso che non potevamo non prenderci a cuore la situazione. 

Come facciamo di solito, anche in quell’occasione, ci siamo seduti attorno ad un tavolo e abbiamo integrato le nostre esperienze e le nostre professionalità. Ecco che nasceva, così, uno dei nostri progetti sul bullismo, il progetto Noi Siamo Insieme.
In quell’occasione abbiamo strutturato, e presentato alle Istituzioni, un piano di lavoro di intervento e prevenzione sperimentale, pilota ed efficace con lo scopo di sensibilizzare il territorio verso un’ottica di contrasto e prevenzione dei fenomeni di devianza e criminalità minorile. Abbiamo organizzato un evento a presentazione del progetto per coinvolgere l’intera cittadinanza. Abbiamo svolto incontri all’interno delle scuole e coinvolto i ragazzi delle scuole medie in laboratori extrascolastici parlando loro di legalità, libri, videogiochi, sport, … 

Purtroppo, la situazione sanitaria ha coinvolto tutti i settori, compresi i progetti nel sociale. Ma non ci siamo persi d’animo e, in men che non si dica, abbiamo continuato ad essere un punto di riferimento sia per i genitori che per i ragazzi. Se per noi adulti il periodo è difficile, e stare a casa è un enorme sacrificio, per i ragazzi non è tanto diverso.
Abbiamo, dunque, voluto evitare che si rifugiassero nei videogiochi e nei cellulari strutturando numerosi workshop che abbiamo rinominato “Zoom Party”!

E così, attraverso lezioni teoriche e pratiche, dal laboratorio di videogiochi a quello di cucina, abbiamo provato ad educare i ragazzi allo stare insieme. Che non significa stare semplicemente all’interno della stessa stanza, che sia reale o virtuale, ma a stare insieme comunicando, ascoltandosi, confrontandosi, imparando a conoscersi

Se il Covid ci ha costretti ad “aggiustare” in corso d’opera la nostra progettazione, non ha potuto evitare la nostra voglia irrefrenabile di organizzare un evento finale a conclusione del progetto. Una super mostra per raccogliere le storie dei ragazzi, i lavori fatti insieme, le esperienze, le emozioni. Per poterci incontrare nuovamente, questa volta dal vivo. 

Oggi, quello che era nato come un “semplice” progetto è diventato associazione.

Dopo i consensi ricevuti, – e i numerosi sorrisi dei bambini raccolti – che ci hanno confermato di essere sulla strada giusta, abbiamo deciso di non fermarci con i progetti sul bullismo e di aprire l’Associazione Noi Siamo Insieme. E, di fatto, non poteva chiamarsi diversamente. Noi continuiamo ad essere insieme ai ragazzi, alle famiglie, ai docenti, agli educatori, alle istituzioni per contrastare i fenomeni di devianza minorile, per tutelare, sostenere, ascoltare, informare, formare ed educare. E toccare con mano il cambiamento, vedere che abbiamo portato sorrisi, appoggio e speranza ci riempie il cuore di gioia. Perché la lotta al bullismo è d’obbligo soprattutto per noi professionisti.

Articolo di Valentina Grazzi

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