Vuoi sapere di più sul pedinamento elettronico?
Questo è l’articolo che fa per te!

L’investigatore privato può monitorare gli spostamenti di una persona a patto che abbia ricevuto un regolare conferimento di incarico sottoscritto da parte di un soggetto avente il diritto per farlo.  

Abbiamo già visto, infatti, all’interno dell’articolo investigatore privato e privacy, che l’agenzia investigativa può trattare i dati personali di una persona senza il suo consenso – quindi senza darne informativa al diretto interessato – in soli due casi 

  • Al fine di tutelare o difendere un diritto in sede giudiziaria; 
  • Su incarico del legale della difesa, ai fini dello svolgimento di indagini difensive, ai sensi dell’articolo 237 del Codice di Procedura Penale. 

In tecniche di investigazione: la linea sottile tra lecito e illecito abbiamo anche visto che non tutte le tecniche di indagine, o gli escamotage messi in atto da parte di alcuni, sono consentite. Inoltre, il rischio è quello di non poter utilizzare la prova ottenuta in sede di giudizio. Anche in quei casi vi sia comunque un mandato che ci autorizzava ad effettuare l’accertamento.  

Se pedinamento, appostamento, foto e videoriprese sono attività del tutto consentite, vale lo stesso per il pedinamento elettronico? 

Andiamo a vederlo insieme in questo articolo.  

 

Il caso. L’agenzia investigativa e il sequestro dell’apparato di localizzazione satellitare

Nel 2016 un investigatore privato – regolarmente titolare di licenza ai sensi dell’articolo 134 del TULPS e regolarmente incaricato attraverso apposito mandato per svolgere le attività di indagine – si era visto sequestrare il dispositivo di localizzazione satellitare che stava utilizzando come ausilio durante il monitoraggio della persona oggetto di indagine.  

Ad essere messo in discussione, nel caso specifico, non era il metodo attraverso il quale era stato installato il dispositivo. Si trattava di un’infedeltà coniugale, l’incarico era stato conferito dalla moglie al fine dell’accertamento del suo sospetto e l’autovettura era di proprietà del marito, ovvero il soggetto oggetto di indagine.  

Il sequestro del localizzatore satellitare era avvenuto in quanto si riteneva che l’utilizzo di tale dispositivo configurasse l’ipotesi criminosa di cui all’articolo 615 bis del Codice Penale, ovvero quello di Interferenze illecite nella vita privata.  

Ricordiamo che, attraverso questo articolo, si è voluto punire:  

“Chiunque, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell’articolo 614, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.

Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo.

I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si procede d’ufficio e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.”

In questo caso, il difensore dell’agenzia investigativa, l’avvocato Roberto Gobbi, ha richiesto un riesame andando a contestare l’assenza di alcuni degli elementi costitutivi dell’illecito ipotizzato, e in particolare, come si legge nella sentenza 

  • L’utilizzo di apparecchi atti a captare immagini o suoni;
  • La collocazione del dispositivo di localizzazione satellitare al di fuori dei luoghi di privata dimora ai sensi dell’articolo 614 del codice penale.

 

Pedinamento elettronico: definizione 

Andiamo, ora, a motivare le contestazioni del legale della difensa partendo proprio da una delle definizioni del pedinamento elettronico 

Il pedinamento elettronico, diversamente da quanto sostenuto dall’accusa, è un’operazione investigativa volta a tracciare i meri spostamenti di una persona o, meglio ancora, di un veicolo. La differenza dal pedinamento “classico” sta nel fatto che al collaboratore investigativo o al titolare di licenza viene sostituito lo strumento di localizzazione. Di fatto, non vi può essere alcuna captazione di elementi visivi o sonori ma ad essere rilevati attraverso il Gps saranno semplicemente gli spostamenti del veicolo andandone a definire con precisione la latitudine, la longitudine e la velocità.   

Per tale ragione, dato che “quando non si verifica una qualche intrusione nei dialoghi o non si capta qualche immagine, si è al di fuori della tutela penale”, nel caso specifico il provvedimento del PM che vedeva come conseguenza il sequestro del dispositivo veniva annullato e l’apparato di localizzazione satellitare riconsegnato all’agenzia investigativa 

 

Conclusioni

Quindi, il pedinamento elettronico è una tecnica di indagine del tutto lecita 

Ci tengo però a fare alcune precisazioni: 

  • Il dispositivo deve essere installato da un professionista – e quindi da un investigatore privato o da un collaboratore investigativo in indagini elementari; 
  • Al momento dell’installazione bisognerà prestare moltissima attenzione alle modalità con cui procedere. Ricordo che il fatto di essere autorizzati ad utilizzare tale strumentazione, non ci consente però di utilizzare ogni mezzo per collocarlo. La violazione di domicilio è un reato disciplinato dall’articolo 614 del codice penale e la pena è la reclusione fino a quattro anni. 

Inoltre, il dispositivo di localizzazione satellitare non può essere altro che un semplice supporto di indagine. E vi spiego il motivo. Il fatto che, sia stato installato sotto ad un veicolo che, in genere, sappiamo essere in uso alla persona oggetto di indagine, non significa che nessun altro possa condurre il veicolo stesso. Cosa accadrebbe se, ad esempio, in un caso di infedeltà, all’insaputa del coniuge, la moglie lasciasse l’autovettura al figlio e si facesse venire a prendere dall’amante direttamente nei pressi dell’abitazione di residenza? Tra l’altro ritengo che sarebbe deontologicamente scorretto far passare un mero tracciato Gps per un’investigazione svolta direttamente sul campo. 

Il pedinamento elettronico non deve essere in nessun caso considerato un sostituto dell’investigatore privato. Tuttalpiù un supporto durante l’attività. Pensiamo di dover fare un pedinamento in centro città. Traffico, mancate precedenze, semafori rossi, … 

Quello che ricordo sempre è che non abbiamo un lampeggiante e non dobbiamo inseguire o arrestare qualcuno. Il Codice della Strada è valido anche per gli investigatori. Questa è la ragione per la quale può essere utile collocare un dispositivo di localizzazione satellitare. Semplicemente per ridurre le possibilità di perdere l’indagato ed evitare di correre rischi inutili alla guida che potrebbero mettere in serio pericolo noi ma anche gli altri utenti della strada.

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Articolo di Valentina Grazzi 

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SITOGRAFIA 

https://www.securityecourtesy.it/newsletter-gobbi-partners/sequestro-del-gps-confini-di-liceita-dello-strumento-di-pedinamento-elettronico/  

https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-iv/art615bis.html  

https://www.diritto.it/g-p-s-il-c-d-pedinamento-elettronico/ 

BIBLIOGRAFIA  

  1. Stramaglia, Il pedinamento satellitare: ricerca ed uso di una prova atipica, in Dir. Pe. Proc., 2011, p.213 

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