Abbiamo parlato, nella trattazione dei precedenti articoli, di diverse tematiche. Dall’infedeltà coniugale alle indagini informatiche sino al recupero delle prove per accertare i casi di bullismo e cyberbullismo. Sono veramente numerosi gli ambiti in cui un investigatore può operare.
Oggi vedremo insieme le indagini difensive avvocato, quelle indagini difensive in cui il legale si avvale del supporto consulenti esterni, come ad esempio l’investigatore privato.

Non molti sanno, però, che l’investigatore privato, dal 1989 con la riforma del procedimento penale, è entrato a pieno titolo sulla scena processuale 

Questo significa che da quel momento l’investigatore privato, specificatamente autorizzato, ha potuto occuparsi di indagini difensive avvocato concorrendo alla ricerca della prova utile alla difesa 

Le indagini difensive avvocato e il principio del giusto processo  

Reperire elementi al fine di contribuire alla ricerca della verità non è più solo appannaggio del Pubblico Ministero 

Con la riforma dell’articolo 111 della Costituzione si è voluto specificare che 

“La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale.” 

Per parlare di giusto processo occorre si verifichino le seguenti condizioni:  
Un tempo necessario al fine di garantire all’accusato di improntare una propria difesa;
Diritto al contradditorio tra le parti;
Diritto alla parità tra accusa e difesa dinnanzi un giudice indipendente e imparziale;
Diritto a una durata ragionevole del processo.

Accusa e difesa devono essere in una posizione di parità. Devono, quindi, avere le medesime armi. 

Per contradditorio tra le parti si intende il diritto di esporre le proprie ragioni e di confutare quelle della pubblica accusa, di discutere le prove già assunte e contribuire a formarne altre 

Per questa ragione nel 1989 con l’articolo 38 del Decreto Legge n. 271 è stato stabilito che al fine di esercitare il diritto alla prova previsto dall’articolo 190 del codice di procedura penale,

“I difensori, anche a mezzo di sostituti e di consulenti tecnici, hanno facoltà di svolgere investigazioni per ricercare ed individuare elementi di prova a favore del proprio assistito e di conferire con le persone che possano dare informazioni. L’attività prevista dal comma 1 può essere svolta, su incarico del difensore, da investigatori privati autorizzati” 

Tale articolo è stato poi abrogato dalla legge n. 397 del 7 dicembre 2000 al fine di aumentare le garanzie sia per l’accusa che per la difesa. Gli stessi investigatori hanno dovuto attendere quest’ultima normativa per avere una definizione più precisa del loro ruolo e delle tecniche a loro consentite nell’ambito penale.  

 

L’autorizzazione e il conferimento d’incarico nelle indagini difensive avvocato  

Il terzo comma dell’articolo 327 bis del cpp prevede che le indagini possano essere svolte, su incarico del difensore, anche da investigatori privati autorizzati.  

In questo caso con la parola “autorizzati” non si intende semplicemente differenziare gli investigatori privati titolari di licenza da coloro che svolgono accertamenti e richiedono informazioni senza averne il titolo. Infatti, non è sufficiente avere ottenuto la licenza prefettizia sulla base dell’art. 314 del TULPS – Testo unico Leggi di Pubblica Sicurezza- per occuparsi di indagini penali.

Per poter lavorare in ambito penale e occuparsi di indagini difensive avvocato bisogna essere in possesso di un’autorizzazione aggiuntiva. Quest’ultima viene rilasciata solo nel momento in cui il Prefetto è in grado di valutare una maturata esperienza professionale. Solo in quel momento, infatti, verrà rilasciata un’integrazione alla licenza “principale”.  

Ritengo sia opportuno specificare che

 “Gli investigatori privati non possono intraprendere di propria iniziativa investigazioni, ricerche o altre forme di raccolta dati, ma possono attivarsi solo su conferimento di un mandato scritto del difensore o di altro soggetto.” 

Questo a riprova che a muovere un’investigazione non può essere semplicemente la curiosità.  

Il mandato scritto, poi, compilato avendo cura di inserire ad esempio la tipologia di tutela e il tempo ragionevole entro cui l’investigazione deve essere conclusa, deve essere adeguatamente annotato all’interno di un apposito registro precedentemente vidimato dalle Questura 

Ricordiamo, come già indicato all’interno dell’articolo investigatore privato e privacy, che le uniche deroghe riconosciute all’investigatore per poter operare sono due:  

In caso vi sia un diritto da far tutelare in un’eventuale sede giudiziaria;
Ai fini dello svolgimento di indagini difensive avvocato.

In questo secondo caso il conferimento di incarico all’investigatore viene fornito direttamente dal legale della difesa il quale, in precedenza, avrà raccolto in forma scritta la volontà del suo assistito a procedere con gli accertamenti.    

Al fine di garantire la riservatezza del cliente e il principio del giusto processo, il registro sul quale l’incarico andrà annotato dovrà necessariamente essere inaccessibile sia alle autorità di pubblica sicurezza che all’autorità giudiziaria. 

L’investigatore privato ha l’obbligo di rispettare il segreto sulle circostanze emerse duranti gli accertamenti e dovrà comunicare soltanto al committente – o tuttalpiù al suo sostituto – l’andamento dell’indagine. 

È opportuno specificare che l’attività investigativa del difensore può essere svolta in qualsiasi stato e grado di giudizio. 

Vi sono, infatti, casi in cui la legge, in determinate circostanze, concede la possibilità di svolgere indagini difensive anche senza l’instaurazione di un procedimento penale.
Si tratta delle indagini preventive svolte dal difensore e dai consulenti e/o investigatori privati da lui incaricati nel caso vi sia un’eventualità che si instauri un procedimento penale. Si pensi a quanto questa possibilità sia importante, ad esempio, nei casi in cui si vogliono ricercare le prove per procedere poi, in seconda battuta, alla domanda di revisione del processo oppure se si volesse preparare preventivamente una difesa. 
 

Quindi, così come il Pubblico Ministero si avvale della Polizia Giudiziaria al fine di accertare quanto è avvenuto realmente, allo stesso modo il legale difensore si può avvalere di consulenti, esperti e investigatori per svolgere, in parallelo, le attività di indagine anche al fine di consegnare nuovi elementi probatori magari a discolpa del soggetto accusato 

Ricordiamo l’importanza del conferimento scritto anche in quanto le investigazioni difensive avvocato non possono essere svolte personalmente nemmeno se la persona interessata è abilitata alla professione forense.  

Abbiamo visto oggi come il legale si può avvalere dell’investigatore privato nelle indagini difensive avvocato, se però hai ancora domande sull’argomento contattaci a info@forensicsteam.it e saremo felici di risponderti al più presto.
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Articolo di Valentina Grazzi

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BIBLIOGRAFIA

  1. Le investigazioni private. Guida operativa, Alberto Paoletti Gianpaolo Luzzi 
  1. Le metodologia dell’investigazione, Ugo Terracciano 

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