Domani è la festa del papà e vogliamo dedicare questo articolo a tutti i papà cercando di mostrare l’importantissimo ruolo educativo e pedagogico di tale figura genitoriale.

La figura genitoriale paterna, infatti, ha in sé un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo dei figli.

Nonostante ciò, a partire dagli anni ’60, la figura del padre, il suo ruolo e il modo di esercitare la funzione paterna, ha perso rilevanza rispetto alla maternità, sia a livello giuridico sia sociale.

Basti pensare alla normativa sull’affidamento dei figli nei casi di separazione.

La legge n. 54/2006 ha, infatti, capovolto il sistema e le prassi previgenti, introducendo un nuovo principio: il diritto alla bigenitorialità.

Con il termine bigenitorialità si intende la partecipazione attiva di entrambi i genitori nel progetto educativo di crescita e assistenza dei figli, in modo da creare un rapporto equilibrato che in nessun modo risenta dell’evento della separazione.

I figli sono così affidati ad entrambi i genitori, e non esclusivamente ad uno di essi.

In passato, di norma il giudice affidava il figlio in via esclusiva a quello dei genitori (solitamente la madre) che meglio pareva essere in grado di seguirne il processo di sviluppo tenendolo presso di sé.

Con questa nuova legge il figlio non è più oggetto di spartizione, ma è soggetto del diritto di continuare a ricevere da entrambi i genitori affetto, cura, mantenimento, educazione ed istruzione, a prescindere dalla rottura dell’unità familiare.

Cambia così del tutto l’ottica dell’affidamento: l’affidamento condiviso deve essere preferito a quello esclusivo, salvo casi particolari lasciati alla discrezione del giudice.

Si cerca infatti di privilegiare quello condiviso in quanto permette al minore di mantenere un rapporto equilibrato e sereno con entrambi i genitori.

Inoltre si cerca di responsabilizzare al massimo entrambi i genitori, sugli aspetti relazionali ed economici, nell’esclusivo interesse del figlio.

In questo modo, la figura genitoriale paterna è valorizzata al pari della figura genitoriale materna ed è considerata vitale nella crescita dei figli.

Da qui nasce la necessità di riaffermare con forza l’importanza del ruolo paterno nel nostro contesto storico e sociale.

 

I codici educativi della figura genitoriale

In ambito psico pedagogico ci riferiamo all’esistenza di due distinti codici educativi: il codice educativo materno e il codice educativo paterno.

Ebbene, non si tratta di una distinzione di genere maschile o femminile, bensì si fa riferimento ad un diverso atteggiamento, a due modalità differenti, con cui si affrontano i processi che portano alla crescita e allo sviluppo dell’identità personale dei figli.

Il codice materno si riferisce alla cura, all’attenzione, alla protezione del bambino, alla soddisfazione e comprensione dei suoi bisogni, all’accudimento.

Nel primo anno di vita la prevalenza di questo tipo di codice è fondamentale.

All’inizio, infatti, il bambino ha bisogno di una base sicura da cui poi partire per scoprire il mondo circostante.

Man mano che cresce e si sviluppa, però, il bambino, soprattutto a partire dal terzo anno di vita, ha bisogno anche di essere sostenuto nel processo che porta all’autonomia.

In questo fondamentale è fornirgli sicurezza e, allo stesso tempo, autonomia.

E qui entra in gioco il codice paterno.

Porre regole, limiti, stimolare alla conquista dell’autonomia, dell’indipendenza e della socializzazione con il mondo esterno.

Entrambi i codici devono essere presenti per garantire ai bambini uno sviluppo equilibrato.

La capacità di cura è alla base di ogni ragionamento sull’educazione, così come è necessaria l’autorevolezza che legittima la funzione di guida del genitore.

Una base sicura che guida e orienta verso la crescita promuovendo il giusto equilibrio tra supporto e distacco.

Ogni figura genitoriale deve riuscire a mettere in campo entrambi i codici che sono alla base di una equilibrata relazione educativa.

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Articolo di Giulia Piazza

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BIBLIOGRAFIA

Fenzio F, (2018), Manuale di consulenza pedagogica in ambito familiare, giuridico e scolastico, YouCan Print

Moro A. C, (2014), Manuale di diritto minorile, Zanichelli Bologna

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