Nell’articolo precedente abbiamo trattato il reato di stalking, le conseguenze sulle vittime e come queste ultime possono predisporre una prima, autonoma difesa in via stragiudiziale.
In questo articolo parleremo, invece, di quali sono le conseguenze giuridiche di una denuncia/querela per stalking.
Non ti resta quindi che proseguire nella lettura per scoprire cosa succede dopo una denuncia per stalking!

Come anticipato, in caso di stalking la vittima può rivolgersi alle autorità e sporgere denuncia/querela entro il termine di sei mesi dall’ultimo atto persecutorio; esiste, però, un’ulteriore ed efficace alternativa pregiudiziale, che consente alla persona offesa di rivolgersi al questore perché emetta un primo formale richiamo nei confronti dello stalker.

L’alternativa pregiudiziale alla querela: L’ammonimento del questore

L’ammonimento del questore è uno speciale rimedio legislativo per fronteggiare le condotte persecutorie sempre più diffuse. Secondo la legge, fino a quando non è proposta querela per stalking, la persona offesa può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta.

Il questore, ove necessario, assumerà le informazioni dagli organi investigativi e sentirà le persone informate dei fatti, procedendo alla verifica della fondatezza dell’istanza; qualora ritenesse fondata tale istanza, procederà all’ammonimento in forma orale del soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento. Il contenuto dell’ammonimento concerne l’avvertimento a cessare i comportamenti illegittimi e a tenere una condotta conforme alla legge e sarà inoltre redatto un processo verbale, che sarà rilasciato in copia sia al richiedente l’ammonimento che al soggetto ammonito

L’efficacia di tale atto preventivo giace proprio nella sua natura formale: infatti, a partire dal momento del rilascio del verbale al soggetto ammonito, egli risulterà già “segnalato” per atti persecutori. Se egli continuerà a perpetrare le condotte illegittime, verrà senz’altro processato, senza nemmeno esserci bisogno di una successiva querela: vige infatti la procedibilità d’ufficio quando lo stalking è commesso da soggetto già ammonito.

Inoltre, in caso di condanna la pena è aumentata nei confronti di colui che aveva subito l’avvertimento del questore.

Cosa succede dopo una denuncia per stalking: l’avvio del procedimento penale

Il primo passo che compirà la persona che ritiene di essere vittima di stalking è quello di recarsi presso le forze dell’ordine e denunciare gli episodi delittuosi; già in questa fase è utile farsi affiancare da un legale o consulente, che consiglierà i metodi migliori per esporre i fatti e per approcciarsi alla situazione.

La legge prevede che l’autorità che abbia ricevuto la segnalazione debba darne immediatamente notizia al magistrato del pubblico ministero, anche in forma orale.

In secondo luogo si attiveranno contemporaneamente i due soggetti fondamentali in questa fase: il Pubblico Ministero e la Polizia Giudiziaria.

  • Il Pubblico Ministero assume informazioni dalla persona offesa e da chi ha presentato denuncia, querela o istanza, entro il termine di tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, salvo che sussistano imprescindibili esigenze di tutela di minori di anni diciotto o della riservatezza delle indagini, anche nell’interesse della persona offesa;
  • La Polizia Giudiziaria procede senza ritardo al compimento degli atti di indagine delegati dal Pubblico Ministero, mettendo immediatamente a disposizione di quest’ultimo la documentazione dell’attività svolta.

Se vuoi sapere cosa succede dopo una denuncia per stalking sappi che questo è il vero tratto distintivo della disciplina procedurale in caso di stalking: il Magistrato del Pubblico Ministero, entro il termine massimo di tre giorni, ascolterà la testimonianza della persona offesa (o, comunque, del denunciante), potendo derogare a tale termine oppure all’intero obbligo solamente se vi sia un rischio concreto per l’incolumità di un minore o per la riservatezza delle indagini.

La disparità di genere del reato di atti persecutori: Il Codice Rosso

Considerata la particolare pericolosità delle condotte che integrano il reato di stalking, il legislatore ha introdotto un nuovo strumento volto a tutelare le vittime.

Nel particolare tessuto sociale che compone la nostra società, rimane evidente che la disparità di genere è un argomento che è ancora ben lontano dall’essere esaurito.

Viviamo in tempi moderni, di progresso tecnologico, scientifico e culturale, eppure l’effettiva parità tra uomini e donne rimane un obiettivo lontano, in quasi tutti gli ambiti della società.

È ormai prassi del nostro Paese il metodo di ricorrere a leggi “ad hoc” per tentare di risolvere, o addirittura modificare delle dinamiche sociali profondamente radicate nel nostro paese: uno dei più recenti interventi legislativi in questo senso è la Legge 69/2019, c.d. “Codice Rosso”.

Il testo normativo opera delle rilevanti modifiche in ambito procedurale, in materia di misure cautelari e preventive e, in ultimo, con l’introduzione di nuovi reati che ha in parte cambiato cosa succede dopo una denuncia per stalking.

 

Novità in ambito procedurale

Al fine di rispondere tempestivamente a determinate situazioni di rischio per tutelare la persona offesa prima che la situazione degeneri, viene snellito l’iter di avvio del procedimento penale per alcuni reati: tra gli altri maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale;

 

Misure cautelari e preventive

Se, a seguito di denuncia, il Pubblico Ministero lo ritiene opportuno, può chiedere al giudice di emettere un provvedimento con cui si vieta allo stalker di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa: e qui si sottolinea l’enorme differenza su cosa succede dopo una denuncia per stalking rispetto al passato.

Mentre prima contro il trasgressore del divieto di avvicinamento poteva essere irrogata soltanto una misura cautelare più afflittiva (ad esempio gli arresti domiciliari), ora la violazione di tale divieto rappresenta un illecito penale a sé stante: lo stalker potrà quindi essere processato per un nuovo, autonomo reato.

Cosa succede dopo una denuncia per stalking?
Secondo la legge chiunque violi il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (ma anche l’obbligo di allontanarsi dalla casa familiare) è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni
.

 

Introduzione di nuove fattispecie di reato: fare luce sulle “zone grigie” dell’ordinamento

Il codice Rosso introduce inoltre ulteriori e autonome fattispecie di reato punite con eccezionale severità:

  • Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (cd. revenge porn), punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro: la pena si applica anche a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video, li diffonde a sua volta per provocare un danno agli interessati. La condotta può essere commessa da chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, diffonde, senza il consenso delle persone interessate, immagini o video sessualmente espliciti, destinati a rimanere privati. La fattispecie è aggravata se i fatti sono commessi nell’ambito di una relazione affettiva, anche cessata, ovvero mediante l’impiego di strumenti informatici;
  • Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, sanzionato con la reclusione da otto a 14 anni. Quando, per effetto del delitto in questione, si provoca la morte della vittima, la pena è l’ergastolo;
  • Costrizione o induzione al matrimonio, punito con la reclusione da uno a cinque anni. La fattispecie è aggravata quando il reato è commesso a danno di minori e si procede anche quando il fatto è commesso all’estero da o in danno di un cittadino italiano o di uno straniero residente in Italia;
  • Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, sanzionato con la detenzione da sei mesi a tre anni.

In conclusione di questo articolo su cosa succede dopo una denuncia per stalking, chi vi scrive vuole sottolineare come lo stalking sia senz’altro un reato atto a colpire chiunque, a prescindere dal genere, dall’età e dallo status sociale.

È sempre utile però prendere atto che alcuni meccanismi del nostro habitat sociale faticano ad essere sradicati, e che quindi necessiteremo di leggi a tutela di determinate categorie di cittadini fin quando non sarà chiaro a tutti che ognuno di noi è libero. Sempre.

Se vuoi saperne di più su cosa succede dopo una denuncia per stalking non esitare a scriverci a info@forensicsteam.it, se invece non vuoi perderti nessuno dei contenuti di Forensics Academy seguici anche su Facebook e Youtube!

Articolo di Valentina Grazzi

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