Oggi voglio parlarvi della consulenza pedagogica e del ruolo del consulente pedagogico specificandone caratteristiche e ambiti di intervento.
La sfida che si pone alla consulenza pedagogica è la capacità di sintonizzarsi con i bisogni delle persone, di leggerli sotto le domande.

Questo è il servizio più prezioso che si possa offrire a che si rivolge alla consulenza.

Ciò avviene molto prima di parlare di soluzioni, prendersi in carico la domanda e il bisogno del cliente contribuisce a costruire un patto di fiducia e di sostegno che caratterizzerà poi l’intero percorso consulenziale.

Si tratta di accompagnare con professionalità la persona in un percorso di (ri)scoperta delle proprie risorse e potenzialità.

La consulenza pedagogica si attiva in relazione all’emergere di un bisogno di tipo educativo.

Sfatiamo subito un mito: la consulenza pedagogica non si rivolge unicamente ai bambini e ai loro genitori, bensì può rivolgersi ai servizi per l’infanzia, alle scuole, alle famiglie, ma anche alle aziende, agli enti e alle istituzioni in riferimento ad un bisogno educativo e formativo.

La pedagogia, infatti, si rivolge alla persona lungo tutto l’arco della vita, dall’infanzia all’età adulta fino all’età senile, con naturalmente bisogni differenti tra loro.

La consulenza, dunque, caratterizza molteplici contesti di vita, di apprendimento, di lavoro.
Possiamo affermare che la consulenza pedagogica abita molteplici territori e si costruisce con una vasta gamma di persone.

Può essere pedagogico il colloquio che si svolge con la responsabile di una scuola dell’infanzia, con il dirigente scolastico, con il titolare di un’azienda, con una famiglia, con un genitore, con un educatore.

 

Quali elementi rendono un incontro configurabile come consulenza pedagogica?

Per prima cosa, perché sono processi che si sviluppano fra persone rispetto a questioni percepite come problematiche.

Il compito del consulente è proprio quello di accompagnare il cliente nell’operazione di costruzione del problema a partire da tale situazione problematica vissuta, cioè, come una criticità.

Il secondo elemento in comune riguarda il fatto di “aiutare ad aiutarsi”.

L’obiettivo principale della consulenza pedagogico, infatti, è quello di accompagnare l’individuo nella formulazione di un progetto educativo che risponda ai bisogni propri e del contesto, personale e professionale, in cui è inserito.

Un terzo filo che connette le diverse consulenze pedagogiche riguarda la concezione delle persone come depositari e portatori di risorse che possono e devono essere attivate o riattivate per superare e attraversare le difficoltà.

Il consulente pedagogico non fornisce consigli o informazioni, non risponde in modo immediato a bisogni, bensì si occupa delle “energie trasformative” del soggetto.

È un processo di crescita e condivisione dove il consulente sostiene il soggetto nella comprensione, riscoperta e trasformazione delle proprie risorse personali.

Uno dei compiti più delicati della consulenza è, infatti, proprio quello della definizione comune e condivisa del bisogno o del problema, al di là della domanda esplicita.

La consulenza pedagogica viene intesa come aiuto a elaborare un progetto, partendo sempre dai bisogni e dal problema, da costruire al soggetto e ai soggetti che sono coinvolti.

Si allestisce così un ambiente di apprendimento reciproco in cui poter accompagnare il cliente in una riscoperta e a una riorganizzazione delle proprie risorse.

Infine, un quarto elemento imprescindibile della consulenza è il fatto di essere una pratica di secondo livello, cioè destinata a chi a propria volta educa, sia nei contesti naturali sia in quelli professionali.

Per concludere possiamo così riassumere gli aspetti fondamentali della consulenza pedagogica:

  • Obiettivo di consapevolezza di sé e di autorealizzazione personale;
  • Orientamento al futuro;
  • Riscoperta delle risorse personali;
  • Intervento sulla difficoltà momentanea e non sulla patologia;
  • Dimensione globale della persona;
  • Intervento sul progetto di vita;
  • Intervento di tipo preventivo, promozionale, di empowerment delle risorse personali;
  • Utilizzo di strumenti pedagogici specifici.

 

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Articolo di Giulia Piazza

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BIBLIOGRAFIA

Negri S, “la consulenza pedagogica”, Carocci Editor

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