Nel corso del precedente articolo abbiamo iniziato a parlare di investigazioni aziendali. In particolare, abbiamo visto come l’agenzia investigativa possa essere di aiuto sia in fase preventiva, soprattutto se parliamo di indagini e accertamenti da svolgere prima di procedere con l’assunzione dei candidati, che in una fase successiva. Oggi vedremo come l’investigatore può agire nei casi di concorrenza sleale dipendente.  

Vi sono casi, infatti, in cui fare prevenzione non è più possibile. Nei casi di assenteismo, ad esempio, l’investigatore può essere incaricato dall’azienda al fine di ottenere le prove utili a procedere con un licenziamento per giusta causa nei confronti del dipendente infedele prima e, se dovesse rendersi necessario, in giudizio in un secondo momento. 

In questo articolo vogliamo continuare ad occuparci di tutela aziendale e di comportamenti illeciti messi in atto ai danni dell’impresa. Nello specifico, parleremo di concorrenza sleale dipendente 

 

Patto di non concorrenza e concorrenza sleale dipendente 

L’articolo 2598 del codice civile prevede che:  

“compie atti di concorrenza sleale chiunque: 

1) Usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o i segni distintivi legittimamente usati da altri, o imita servilmente i prodotti di un concorrente, o compie con qualsiasi altro mezzo atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l’attività di un concorrente; 

2) Diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull’attività di un concorrente, idonei a determinarne il discredito, o si appropria di pregi dei prodotti o dell’impresa di un concorrente; 

3) Si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l’altrui azienda”. 

Nel caso specifico, accade costantemente che i dipendenti terminato un rapporto di lavoro, anche per cause a loro non imputabili, continuino a lavorare nello stesso settore e magari passino da un’azienda concorrente all’altra o decidano di aprire una loro attività in proprio.  

Questo di per sé non significa che siamo dinnanzi ad un caso di concorrenza sleale. Sono le regole del libero mercato e, di fatto, ciascun titolare dovrebbe mettere in conto che alcune risorse, nonostante sia stato impiegato tempo e denaro per la loro formazione, decidano di prendere un’altra strada.  

Questo però è lecito soltanto se avviene senza alcun tipo di inganno e senza voler ottenere guadagni alle spalle dell’azienda in cui si è lavorato in precedenza.  

Vi sono però casi – come abbiamo già discusso all’interno del blog dello Studio Tecnico Investigativo Aenigma all’articolo concorrenza sleale ex dipendente – in cui la concorrenza non è mai consentita 

Questo avviene in quei casi in cui l’azienda, a sua tutela, decide di far firmare alla risorsa che entra un patto di non concorrenza.  

L’articolo 2015 del Codice Civile prevede un obbligo di fedeltà in capo al prestatore di lavoro. Nello specifico il dipendente

“non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio”. 

Con il patto di non concorrenza il prestatore di lavoro si impegna in forma scritta a prolungare i tempi di tale obbligo anche successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro.  

In questo caso ad essere tutelato deve essere comunque anche il dipendente che non potrà obbligarsi per un periodo successivo ai cinque anni dalla data di fine del rapporto. Inoltre, pena la nullità del patto di non concorrenza, l’oggetto di tale vincolo non deve essere eccessivo in quanto all’ex risorsa non potrà essere limitata ogni potenzialità reddituale 

Questo è uno degli elementi che l’azienda ha al fine di potersi tutelare dopo che ha investito risorse e tempo nella formazione del dipendente e, soprattutto, per evitare uni sviamento della clientela 

Ciò che a volte può capitare però è che a volte il furto di informazioni e di know how aziendale sia messo in atto da personale ancora alle dipendenze dell’impresa 

Come tutelarsi allora in questi casi?  

Concorrenza sleale dipendente: come tutelarsi 

Sono innumerevoli le ragioni per le quali un dipendente decide di compiere atti non leciti nei confronti dell’azienda. Non è mia intenzione, in questa sede, addentrarmi in un’analisi del clima aziendale cercando di capire il nesso cause effetto, tuttavia, sulla base della mia esperienza vi elenco alcune delle motivazioni che sono emerse durante lo svolgimento dell’attività.  

La concorrenza sleale dipendente può verificarsi in questi casi 

  • Il prestatore di lavoro decide di aprire un’attività in proprio e decide di mettere in atto uno sviamento della clientela al fine di garantirsi le entrate future;  
  • Il dipendente rivende le informazioni ad aziende concorrenti o ad altri professionisti per trarne un beneficio economico; 
  • Il prestatore di lavoro informa l’azienda presso la quale inizierà a lavorare al fine di ottenere una retribuzione migliore.

Le piccole e medie aziende non sono esonerate e, per tale ragione, una buona prevenzione potrebbe fare la differenza 

Quello che possiamo offrire, in questa sede, è una serie di consigli pratici da poter adottare al fine di evitare una fuoriuscita di informazioni di vitale importanza per l’azienda 

  • Procedure aziendali ben precise e chiarezza nelle mansioni e nelle responsabilità. Ad esempio, identificare con esattezza le risorse che si occupano dell’amministrazione o dell’inserimento delle anagrafiche e dei preventivi nei database, eviterà che tali informazioni vengano trattate anche da soggetti non autorizzati; 
  • Privacy policy e sicurezza informatica. Le procedure che dettano le regole per il trattamento dei dati aziendali non dovrebbero essere solo appannaggio delle grandi aziende. Inoltre, importante è affidare ad ogni dipendente un proprio account e una propria password per accedere, ad esempio, ai pc o ai macchinari. Questo consentirà di avere sotto controllo chi ha effettuato l’accesso e da quale dispositivo. Oltre ad essere un deterrente, renderebbe più facili le ricerche in caso di illeciti;  
  • Ultimo ma non meno importante il clima aziendale. È risaputo che se in un’azienda si crea un clima ottimale, i dipendenti lavorano sereni e non vi sono particolari problemi, oltre ad esservi una maggior produttività, i dipendenti sentiranno l’azienda un po’ come la loro e soprattutto saranno ben felici di concorrere per un obiettivo comune.

 

Come Forensics Team, insieme ai nostri esperti, ci occupiamo proprio di questo: offriamo consulenze a 360 gradi al fine di poter essere di supporto anche in un’ottica di prevenzione. Se vuoi ricevere maggiori informazioni sulla concorrenza sleale dipendente scrivici a info@forensicsteam.it.
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Articolo di Valentina Grazzi

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