Ai fini della definizione delle tipologie di attività e dei requisiti minimi di qualità dei servizi di investigazione, la legge individua diverse tipologie di attività di indagine, tra cui quella della “Security” privata presso eventi, esercizi commerciali, locali e discoteche: la celeberrima figura che in gergo viene chiamata “buttafuori”. Continua nella lettura di questo articolo se sei interessato a scoprire come diventare buttafuori!

Invero, la norma che si occupa di definire i tratti di questa figura (D.M. Interno 6 ottobre 2009) precisa che la nomenclatura corretta è “Addetti ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico e nei pubblici esercizi”.

È specificato dal decreto l’ambito di applicazione della disciplina, circoscritto alle attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo nei luoghi aperti al pubblico; nei pubblici esercizi; negli spazi parzialmente e temporaneamente utilizzati a fini privati, ma comunque inseriti in luoghi aperti al pubblico. 

 

Come diventare buttafuori: il Deecreto c.d. Maroni

Il testo del Decreto c.d. Maroni (dal nome del Ministro dell’Interno che l’ha promulgato), si sviluppa in otto articoli che enunciano requisiti, caratteristiche e impiego degli addetti alla sicurezza. Analizziamo dunque gli argomenti necessari per sapere come diventare buttafuori!

 L’articolo 1 introduce la necessità di requisiti per l’esercizio della professione e le modalità di selezione del personale addetto ai servizi di controllo. 

Condizione per l’espletamento di tali servizi è l’iscrizione all’elenco del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, istituito presso ciascuna Prefettura – Ufficio territoriale del Governo. 

L’iscrizione nell’elenco è subordinata al possesso dei seguenti requisiti: 

  • Età non inferiore a 18 anni;  
  • Diploma di scuola media inferiore; 
  • Buona salute fisica e mentale, assenza di daltonismo, assenza di uso di alcool e stupefacenti, capacità di espressione visiva, di udito e di olfatto ed assenza di elementi psicopatologici, anche pregressi, attestati da certificazione medica delle autorità sanitarie pubbliche; 
  • Non essere stati condannati, anche con sentenza non definitiva, per delitti non colposi; 
  • Non essere stati sottoposti a misure di prevenzione, ovvero destinatari di provvedimenti che comportano il divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive; 
  • Non essere o essere stati aderenti a movimenti, associazioni o gruppi organizzati aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione, all’odio o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
  • Superamento del corso di formazione di cui all’art. 3. 

In caso di perdita di uno o più requisiti previsti dal presente articolo, ovvero qualora il soggetto realizzi comportamenti in contrasto con le prescrizioni necessarie per l’abilitazione all’esercizio della professione, il Prefetto comunica l’avvenuta cancellazione dall’elenco all’interessato, al gestore delle attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo o al titolare dell’istituto autorizzato per il divieto di impiego nei servizi disciplinati dal decreto Maroni. 

La domanda di iscrizione nell’elenco è presentata al Prefetto competente per territorio a cura del gestore delle attività di intrattenimento e di spettacolo, ovvero del titolare dell’istituto autorizzato da licenza prefettizia. 

L’elenco è sottoposto a revisione biennale ad opera del Prefetto, al fine di verificare il permanere dei requisiti degli addetti al controllo. A tal fine i soggetti, almeno un mese prima della revisione biennale, depositano, presso il Prefetto, la documentazione comprovante l’attualità dei requisiti. Il mancato deposito della documentazione suddetta nel termine sopra indicato comporta la cancellazione dell’iscrizione del personale interessato dall’elenco provinciale e il divieto di svolgimento dei compiti di cui al decreto Maroni.

Uno dei requisiti per l’iscrizione all’elenco è l’avvenuta partecipazione al corso di formazione del personale, da organizzarsi a cura delle Regioni, con ad oggetto le seguenti aree tematiche: 

  1. Area giuridica, con riguardo in particolare alla materia dell’ordine e della sicurezza pubblica, ai compiti delle Forze di polizia e delle polizie locali, alle disposizioni di legge e regolamentari che disciplinano le attività di intrattenimento di pubblico spettacolo e di pubblico esercizio;
  2. Area tecnica, con particolare riguardo alla conoscenza delle disposizioni in materia di prevenzione degli incendi, di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, di nozioni di primo soccorso sanitario;
  3. Area psicologico-sociale, avuto riguardo in particolare alla capacità di concentrazione, di autocontrollo e di contatto con il pubblico, alla capacità di adeguata comunicazione verbale, alla consapevolezza del proprio ruolo professionale, all’orientamento al servizio e alla comunicazione anche in relazione alla presenza di persone diversamente abili.

 

Come diventare buttafuori: principali attività svolte

Nell’esercizio dei compiti di controllo, il personale addetto svolge attività che comprendono: 

  • Controlli preliminari: 
  1. Attività di osservazione sommaria dei luoghi per verificare la presenza di eventuali sostanze illecite o oggetti proibiti, nonché di qualsiasi altro materiale che possa essere impropriamente utilizzato mettendo a rischio l’incolumità o la salute delle persone, con obbligo di immediata comunicazione alle Forze di polizia e alle altre Autorità o strutture pubbliche competenti; 
  2. Adozione di ogni iniziativa utile ad evitare che sia creato ostacolo o intralcio all’accessibilità delle vie di fuga e comunque a garantire il regolare svolgimento delle attività di intrattenimento; 

 

  • Controlli all’atto dell’accesso del pubblico: 
  1. Presidio degli ingressi dei luoghi di cui al precedente art. 4 e regolamentazione dei flussi di pubblico; 
  2. Verifica dell’eventuale possesso di un valido titolo di accesso qualora previsto e, nel caso di biglietto nominativo o di un’età minima prevista per l’accesso, verifica del documento di riconoscimento, e del rispetto delle disposizioni che regolano l’accesso; 
  3. Controllo sommario visivo delle persone, volto a verificare l’eventuale introduzione di sostanze illecite, oggetti proibiti o materiale che comunque possa essere pericoloso per la pubblica incolumità o la salute delle persone, con obbligo di immediata comunicazione alle Forze di polizia ed alle altre Autorità o strutture pubbliche competenti; 

 

  • Controlli all’interno del locale: 
  1. Attività generica di osservazione per la verifica del rispetto delle disposizioni, prescrizioni o regole di comportamento stabilite da soggetti pubblici o privati; 
  2. Concorso nelle procedure di primo intervento, che non comporti l’esercizio di pubbliche funzioni, né l’uso della forza o di altri mezzi di coazione o l’esposizione a profili di rischio, volto a prevenire o interrompere condotte o situazioni potenzialmente pericolose per l’incolumità o la salute delle persone. Resta fermo l’obbligo di immediata segnalazione alle Forze di polizia e alle altre Autorità o strutture pubbliche competenti, cui, a richiesta, deve essere prestata la massima collaborazione. 

 

Infine, per garantire il corretto esercizio della professione ed evitare abusi, gli artt. 6 e 7 del decreto Maroni prevedono dei limiti la cui conoscenza è fondamentale per chi vuole sapere come diventare buttafuori: 

  • Divieto dell’uso delle armi: nell’espletamento delle attività, gli addetti al servizio di controllo, pur se titolari di licenza per il porto d’armi, non possono portare armi, né oggetti atti ad offendere e qualunque altro strumento di coazione fisica; 
  • Riconoscibilità del personale: nell’espletamento dei compiti previsti dal presente decreto, il personale deve essere munito di idoneo documento di identità e tenere esposto un tesserino di riconoscimento, con le caratteristiche di cui all’allegato A del presente decreto, di colore giallo, recante la dicitura «Assistenza» in caratteri facilmente leggibili. 

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Articolo di Valentina Grazzi

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