Abbiamo iniziato all’interno degli articoli precedenti a parlare degli aspetti positivi e negativi della tecnologia e, soprattutto degli aspetti positivi e negativi dei videogiochi, continuando ad affrontare l’argomento dei rischi connessi al mondo online, oggi vi parleremo di challenge o sfide social.

Soprattutto durante il periodo della pandemia, che ha visto i ragazzi costretti a casa, l’utilizzo degli illeciti commessi attraverso il mezzo di Internet è aumentato

Sono aumentati, dunque, i rischi ed è cresciuta la paura tra i giovani che non si sentono più tranquilli nemmeno a casa. 

Computer, cellulari, social network, e-mail sono parte integrante delle nostre vite, giorno e notte, a casa, a scuola o al lavoro. Nascono le identità digitali che non necessariamente si ricollegano fedelmente a quelle reali. Anzi, molto spesso avviene proprio il contrario!

Nel web, abbiamo la possibilità di essere chi non siamo: meno rughe, qualche centimetro in più, più snelli, meno timidi, più coraggiosi. Attraverso il web può accadere che la vittima di bullismo venga “annientata” più facilmente o può accadere che sia proprio quest’ultima, preda delle prevaricazioni fisiche e psicologiche a scuola, a compiere azioni illecite. Complici l’anonimato e la possibilità di sentirsi una persona diversa

Sia in un caso che nell’altro abbiamo l’obbligo di prevenire tali situazioni. Dobbiamo essere presenti per comprendere i segnali e dobbiamo spiegare che la vendetta non è mai la soluzione. 

 

Challenge o sfide social: cosa sono?

La ricerca della novità e del brivido rappresenta un elemento costitutivo della definizione del Sè in adolescenza. 

Si tratta, infatti, di un periodo della crescita in cui la ricerca di nuove sensazioni, la volontà di sperimentazione dell’ignoto, ma soprattutto il confronto con i pari diventano elementi dominanti della vita di un ragazzo.

L’utilizzo del mondo dei Social, e di internet più in generale, ha – come abbiamo visto –  portato questi elementi ad un altro livello.
Nel mondo digitale si consumano diversi illeciti di cui, però, gli effetti sono drammaticamente evidenti nel mondo reale: dal cyberbullismo, agli adescamenti, al cyberstalking…

Di recente invenzione, se così possiamo dire, sono le challenge o sfide social. È una delle forme di cyberbullismo, molto in voga al giorno d’oggi. Ne sono pieni tutti i principali social network, come Facebook, Instagram, TikTok ecc. 

Facciamo una premessa. Il desiderio dei ragazzi di sfidarsi potremmo dire che è una cosa naturale

Da sempre i ragazzi si sfidano per far vedere chi è il più coraggioso, ad esempio, o per mero spirito di competizione. Una sana competizione è una cosa positiva in quanto aiuta i ragazzi a crescere e a rapportarsi con gli altri e con il mondo circostante in modo equilibrato. Una sana competizione, infatti, si accompagna sempre all’ambizione, alla volontà di migliorarsi e alla voglia di raggiungere i propri obiettivi.

Ma facciamo attenzione a non confondere le due cose! Abbiamo parlato di sana competizione! 

Cosa sono, invece le challenge o sfide social? 

Le challenge rappresentano delle sfide cui gli utenti sono chiamati a rispondere. Questo fenomeno ben rappresenta quella dicotomia tra positivo e negativo che connatura il mondo digitale. Esse non solo possono essere create per scopi benefici, per divertire gli utenti ma possono anche contenere dei grossi rischi per la persona, e dunque essere create per “vedere fino a dove uno arriva”.

Con i social network il pubblico è ancora più ampio e, se prima il desiderio era quello di apparire come il più competitivo, il più coraggioso, il più bravo davanti alla classe o davanti alla scuola, ora si desidera essere accettati da più persone possibili.
Ho scritto “essere accettati” perché alla base c’è proprio questa necessità! Il bisogno primario e pressante di accettazione da parte degli altri. Noi esistiamo se gli altri ci accettano. È così per noi ed è così anche per i nostri ragazzi ed è per tale ragione che sono alla ricerca costante dell’ennesimo like. 

Una delle indagini promosse dalla Società Italiana di Pediatria ha rilevato l’esistenza di un disagio emotivo diffuso tra i giovanissimi – addirittura l’80%. Questo, accanto ad una distanza dalle figure adulte di riferimento può avere conseguenze irreparabili. 

In questo contesto trovano terreno fertile le challenge o sfide social ormai apparse drammaticamente nella quotidianità. Si è parlato a lungo della tristemente famosa “Blue Whale Challenge”, che aveva come scopo quello di condurre ragazzi fragili verso il suicidio. Resa nota purtroppo da un servizio del programma televisivo Le Iene e dai numerosi articoli di cronaca, in questa sfida i ragazzi vengono incitati a compiere una serie di prove in 50 giorni, di pericolosità crescente, comprendenti anche self-harming, ovvero procurandosi autolesioni. Il gioco termina con la richiesta del suicidio: “Saltate da un edificio all’altro. Prendetevi la vostra vita”

In tutto il mondo vi sono stati molteplici suicidi attribuibili a questa sfida social. In Russia, nel 2017, ben 157 suicidi sono stati attribuiti a questo fenomeno

Nel 2018 abbiamo iniziato a sentire parlare della Bird Box Challenge ispirata ad un film presente sulla piattaforma Netflix. Le persone, qui, vengono sfidate a compiere gesti e azioni della vita quotidiana bendati. Questa sfida, partita su Instagram, ha visto protagonisti non sono adolescenti ma anche adulti che, ad esempio, provavano a mettersi alla guida dei veicoli completamente bendati. 

Recentissima è la Coronavirus Challenge. Dal 2020, con la scoperta del virus e l’inizio della pandemia tra negazionisti e ragazzi annoiati è nata questa sfida che consiste nel leccare la tazza di un gabinetto in un bagno pubblico al fine di vedere se si viene o meno contagiati

Contestualizzato nel particolare momento che stiamo attraversando, risulta chiaro come la situazione di isolamento cagionata ed imposta dall’epidemia abbia portato gli individui, ed i ragazzi in particolare, a sostituire la vita in prima persona, ovvero la vita reale, con una vita online. Molto spesso a causa della quarantena, per combattere la noia, la maggior parte del tempo viene passato sui social network e, anche per tale ragione, le sfide continuano a moltiplicarsi. 

Volendo fare il punto cercando di capire quali potrebbero essere state le ragioni che hanno incentivato la diffusione delle challenge o sfide social possiamo fare il seguente elenco:

  • Vincere la noia; 
  • Desiderio di appartenenza al gruppo;
  • Desiderio di accettazione;
  • Aumentare la propria autostima;
  • Facilità di esecuzione;
  • Moda; 
  • Condivisione virale dei video.

 

In questo articolo abbiamo voluto parlarvi di un altro pericolo della rete, non dimenticate di rimanere aggiornati per non perdervi nessun articolo del nostro blog, nel prossimo approfondimento vi parleremo di adescamento online.

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Articolo di Samuela Bolgan

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