Nel corso degli articoli precedenti abbiamo parlato di come combattere il bullismo e della prevenzione cyberbullismo. Abbiamo anche parlato della distinzione tra il bullismo tradizionale e quello compiuto attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Oggi andremo a vedere insieme quali sono i pro e i contro nell’era del progresso e, soprattutto, quali sono gli aspetti positivi e negativi dei videogiochi.

La rivoluzione digitale ha generato un velocissimo cambiamento. Internet è il simbolo per eccellenza del progresso: con la nascita del cyberspazio, infatti, siamo oggi in grado di accedere in modo immediato e semplice alla conoscenza.

La stessa comunicazione è diventata veloce, istantaneaLe tecnologie ormai sono parte integrante delle nostre vite, da quando ci alziamo a quando andiamo a dormire. Dalle case intelligenti, agli elettrodomestici di nuova generazione, alle automobili che si guidano da sole, alle console e agli smartphone che ci consentono di comunicare anche se fisicamente divisi da interi continenti. L’età in cui si inizia ad approcciarsi con il mondo del web si abbassa sempre più. Pericolosamente.  Si pensi all’utilizzo dei cellulari sempre più frequente anche tra i piccolissimi

Si inizia a parlare di nativi digitali, dei figli del progresso: sono i bambini nati dal 2000. Spesso ci sentiamo dire: “Mio figlio è nato con il telefono è in mano! È più bravo di me!” 

E molto spesso è vero! Perché i bambini imparano per imitazione, ci copiano. Vedono le nostre vite frenetiche, il nostro essere costantemente al cellulare o sui social network. Noi siamo i loro punti di riferimento. I nostri gesti, le nostre parole sono per loro un esempio da imitare e, anche per questa ragione, ci ritroviamo bambini che già in tenerissima età si approcciano alle tecnologie. Con il risultato, però, che molto spesso sanno farlo meglio di noi. E il rischio, se non si sta attenti, è inevitabilmente quello di perderne il controllo.

Quindi, se da un lato è vero che il progresso è necessario, utile e positivo è altrettanto vero che con l’utilizzo delle tecnologie si amplificano inevitabilmente i rischi. E i più piccoli molto spesso ne pagano le conseguenze

Abbiamo già visto che il bullismo trova terreno fertile nel cyberspazio, così come gli adescamenti. Ma di questo vi parleremo più avanti all’interno dei prossimi articoli. 

Rimanendo in tema di bullismo, abbiamo visto che l’anonimato avvantaggia il cyberbullo e che l’aggressione perpetrata nel web diventa, per tale ragione, più difficile da smascherare.

Quello a cui spesso i ragazzi non pensano è che la pubblicazione di un video o di un’immagine lascia segni indelebili nella rete. Chiunque può vedere il contenuto pubblicato, salvarlo, inoltrarlo, condividerlo. E spesso diventa impossibile cancellare in maniera definitiva il materiale messo in circolazione

Il cyberbullo spesso ignora anche che, per quanto possa essere difficile, le azioni illecite possono essere rintracciate dalla Polizia Postale e le conseguenze, anche per chi non ha raggiunto la maggiore età, esistono eccome. Ricordiamo, infatti, che l’articolo 98 del Codice Penale precisa che, a decorrere dal quattordicesimo anno di età, i ragazzi diventano penalmente responsabili per le proprie azioni qualora siano in grado di intendere e volere

 

Aspetti positivi e negativi dei videogiochi 

Se si parla di cyberspazio e giovani non si può fare a meno di dedicare un approfondimento sul mondo dei videogiochi

Non capita di rado, soprattutto in un periodo particolare come questo in cui l’emergenza sanitaria costringe anche i più piccoli a restare a casa, che i nostri figli tornino da scuola e si chiudano all’interno delle loro camerette per giocare ai videogiochi. Ma ci siamo mai fermati a chiedere in cosa consistono veramente o abbiamo mai perso qualche minuto per osservarli giocare? 

Sembra una domanda stupida ma vi assicuro che ci sono aspetti positivi e negativi dei videogiochi. Non è assolutamente mia intenzione demonizzare ne le tecnologie ne il videogioco in sé. Quello su cui vorrei far ragionare, però, è che è necessario insegnare ai nostri ragazzi un uso consapevole di internet e delle tecnologie. Dico Internet perché alcuni genitori nemmeno sanno che, con alcuni giochi, ci si può collegare alla rete e conversare con persone “dall’altra parte” della consolle

Il primo consiglio utile è quello di prestare attenzione al sistema di classificazione europeo PEGI. Tale classificazione, esistente dal 2003, è stata creata con lo scopo di aiutare i genitori a prendere decisioni informate sull’acquisto dei videogiochi

La classificazione presente su un gioco – riportata sia sul fronte che sul retro della custodia – conferma che esso è adatto ai giocatori di età superiore a quella indicata. Importante sapere che non si tiene conto, in questa numerazione, del livello di difficoltà o alle abilità necessarie! 

Andiamo allora a vedere insieme quali sono le fasce di età distinte dal sistema di classificazione europeo

  • PEGI 3. Il contenuto è adatto a tutte le fasce di età. L’aspetto fondamentale è che il bambino non è in grado di associare i personaggi del videogioco a persone presenti nella vita reale. 
  • PEGI 7. Sono presenti scene o rumori che potrebbero spaventare il bambino più piccolo.
  • PEGI 12. Vi sono le prime scene di violenza ma con una distinzione: quest’ultima, infatti, è leggermente più esplicita solo se rivolta a personaggi di fantasia. In caso sia rivolta a personaggi o animali riconoscibili non è esplicita. 
  • PEGI 16. La violenza o l’attività sessuale descritte sono più realistiche. Il linguaggio si fa più scurrile. Sono narrate attività criminali e l’uso/abuso di tabacco e droghe. 
  • PEGI 18. Il videogioco è vietato ai minori. Le scene di violenza vengono descritte in modo molto realistico. A volte sono così pesanti da indurre sentimenti di disgusto e repulsione e alterare il normale stato psicologico della persona, provocando sensazioni di paura, angoscia o stress.

Bisogna fare attenzione anche alle descrizioni sul contenuto poste sul retro del videogioco in quanto indicano i motivi principali per cui un gioco è stato classificato in un certo modo: la possibilità di giocare online, ad esempio. 

È dunque importantissimo fare attenzione e acquistare videogiochi adatti alla fascia di età dei nostri figli

Parlando di aspetti positivi e negativi dei videogiochi è importante avere la consapevolezza che uno dei nostri compiti è quello di insegnare ai nostri ragazzi a distinguere la realtà virtuale dal mondo reale, perché ciò che spesso accade è che confondano ciò che non è reale con quello che lo è, e considerino il web come parte integrante della loro vita.

Il rischio è quello che possano compiere azioni e gesti nel tentativo di emulare le scene “vissute” nel videogioco.
Pensiamo al ragazzo vittima di bullismo che nel videogioco e nella violenza ha trovato un modo per esistere, per non sentirsi messo in disparte, deriso e umiliato. Se nessuno sarà in grado di aiutarlo e insegnargli che la sua situazione può essere affrontata qui, nel mondo reale, il risultato potrebbe essere catastrofico. 

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Articolo di Valentina Grazzi

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