Nel precedente articolo abbiamo affrontato la consulenza pedagogica, in questo articolo invece affrontiamo l’approccio pedagogico, partendo dalla fase di colloquio pedagogico nella consulenza.

 

Approccio pedagogico: il colloquio con il pedagogista

Il termine “colloquio” significa “parlare assieme”, significato implicito nell’etimologia, ed evoca di per sé sia la centralità della parola che quella della relazione che si genera tra le persone.

All’interno dell’approccio pedagogico il colloquio assume un’importanza fondamentale, insieme alle relazioni che sono alla base del processo comunicativo nel quale avviene lo scambio dei contenuti.

Se analizziamo il modello comunicativo dove il messaggio viene inviato dall’emittente al ricevente non è unidirezionale ma è caratterizzato dal concetto di feedback.

Il feedback, infatti, garantisce la circolarità del processo e dalla consapevolezza che il contesto, ovvero la cornice all’interno della quale avviene lo scambio comunicativo, può modificare le interazioni e lo scambio.

Durante il colloquio il pedagogista non si limita a trasmettere nozioni, ricette preconfezionate o pillole pedagogiche ed educative.
Lo scopo dell’approccio pedagogico è infatti quello di entrare in relazione con il cliente, monitorare lo scambio reciproco e veicolare contenuti al fine di raggiungere uno scopo.

Ciò suggerisce l’idea di corresponsabilità, ovvero la consapevolezza che, affinché ci sia il cambiamento prospettato, l’impegno deve essere di entrambe le parti, sia da quella del consulente che della persona.

La persona, infatti, in realtà è la vera protagonista della dimensione educativa oggetto dell’approccio pedagogico.

Egli, seguendo il percorso individuato durante la consulenza, si mette in gioco in prima persona, investe energie e impegno affinché vi sia il cambiamento desiderato e condiviso insieme durante il percorso pedagogico.

Durante i colloqui il consulente guida la persona in un percorso nel quale entrambi si impegnano per svelare disfunzioni, elaborare e mettere in atto strategie volte al superamento del disagio.

L’obiettivo dell’approccio pedagogico è quello di fornire consigli e indicazioni osservando e suggerendo percorsi di cambiamento.

La relazione tra consulente e cliente deve avere le seguenti caratteristiche:

  • Asimmetria: il cliente riconosce al consulente competenze educative specifiche;
  • Intenzionalità: il consulente è consapevole e responsabile del processo;
  • Responsabilità direzionale: il consulente offre la propria lettura e suggerisce l’introduzione di cambiamenti in funzione degli obiettivi;
  • Accoglienza: il consulente accoglie, supporta e sostiene e, allo stesso tempo, offre prescrizioni e direzioni da intraprendere;
  • Congedo: la consulenza si conclude con il congedo.

Approccio pedagogico: in che modo si svolge la consulenza? Secondo quali percorsi? Con quali strumenti?

Innanzitutto occorre specificare che il pedagogista opera in diversi contesti e con diverse utenze, ponendosi obiettivi che possono variare in relazione alla richiesta di aiuto.

Lo strumento principale dell’approccio pedagogico è sicuramente il dialogo, inteso come scambio comunicativo, e l’ascolto attivo.

L’ascolto attivo domina soprattutto i primi colloqui e consente di comprendere il tipo di intervento da porre in essere.

La prima fase del colloquio pedagogico, infatti, è proprio quella di anamnesi e di comprensione della situazione iniziale e del bisogno specifico della persona.

Sarà dunque caratterizzata da domande mirate volte all’individuazione del bisogno e da un grande ascolto attivo per comprendere la reale problematica.

Possiamo suddividere il colloquio in quattro fasi principali:

  1. Prima fase: accoglienza del cliente, definizione del problema e del bisogno specifico;
  2. Seconda fase: anamnesi generale;
  3. Terza fase: anamnesi della relazione educativa, presa in carico delle disfunzionalità e introduzione di strategie risolutive;
  4. Quarta fase: restituzione finale e congedo.

Nel prossimo articolo approfondiremo gli strumenti di comunicazione e l’approccio pedagogico funzionale per creare un clima di fiducia caratterizzato da ascolto attivo e dialogo.

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Articolo di Giulia Piazza

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