L’adescamento online è un fenomeno che prevede la presenza di due attori, un adulto perpetrante ed un minore persona offesa.

È un fenomeno di recente concettualizzazione, reso possibile dalla diffusione capillare ed onnipresente della tecnologia che fornisce la cornice ideale per la sua nascita, crescita e mantenimento:

  • Anonimato;
  • Facilità di accesso alle chat;
  • Maggiori opportunità e mezzi per entrare in contatto con le vittime;
  • Maggiore accesso alle informazioni personali delle vittime;
  • Assenza di limiti spazio-temporali.

 

L’adescamento online

L’adescamento online può avere un doppio inquadramento, da un punto di vista giuridico e normativo e da un punto di vista psicologico.

Dal punto di vista giuridico esso è un reato disciplinato dall’articolo 609 – undecies codice penale che definisce l’adescamento di minore come:

“qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione” 

per tale reato si prevede la reclusione da uno a tre anni.

Tale articolo è relativamente recente ed è stato inserito a seguito della ratifica della Convenzione di Lanzarote, avvenuta il 12 luglio 2007, che introduce i reati di adescamento di minorenni ed istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia, con l’entrata in vigore il 23.10.2012 della legge 172.

Da un punto di vista psicologico l’adescamento online è definibile come

“Una manipolazione psicologica che alcuni adulti possono mettere in atto per far si che individui minorenni (bambini e adolescenti) abbassino le proprie resistenze emotive e psicologiche al fine di instaurare con questi una relazione intima.”

La natura della relazione che l’adulto intende creare con il minorenne può essere di diversa natura, sovente si tratta di relazioni a carattere sessualizzato. 

Come avviene l’addescamento online

Le chat online sono chiaramente la via prioritaria attraverso cui l’adulto instaura un primo contatto con il minorenne, esse possono trovarsi nella rete, nei social network ed anche nei videogiochi.

Dopo un primo contatto l’adulto inizia a cercare un legame di fiducia con il ragazzo/a che permette la continuazione della “conversazione”, sovente anche altrove poiché i ragazzini forniscono il proprio numero di telefono per proseguire la conoscenza.

Chiaramente la strategia dell’adescamento online prevede che l’identità dell’adulto venga travisata, almeno per quanto riguarda la fase iniziale

La rilevanza psicologica del fatto viene riconosciuta dalla stessa legge, allorquando introduce una modifica dell’art. 609 decies del codice penale.

Il primo comma è modificato nel senso che, quando si procede per uno dei reati sopra indicati, il Procuratore della Repubblica ne dà notizia al Tribunale per i Minorenni; il secondo comma dell’articolo, poi, è sostituito dal seguente:

nei casi previsti dal primo comma, l’assistenza affettiva e psicologica della persona offesa minorenne è assicurata, in ogni stato e grado del procedimento, dalla presenza dei genitori o di altre persone idonee indicate dal minorenne, nonché da gruppi, fondazioni, associazioni od organizzazioni non governative di comprovata esperienza nel settore dell’assistenza e del supporto alle vittime dei reati di cui al primo comma e iscritti in apposito elenco dei soggetti legittimati a tale scopo, con il consenso del minorenne, e ammessi dalla autorità giudiziaria che procede.

La legge di ratifica ha conferito un ruolo determinante alla presenza di esperti in psicologia o psichiatria infantile: infatti all’art. 351 c.p.p. è aggiunto il seguente comma:

Nei procedimenti per i delitti previsti dagli artt. 600, 600 bis, 600 ter, quater, quinquies cp (riduzione in schiavitù, prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico, sfruttamento prostituzione minorile), 601, 602 cp (violenza sessuale, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, violenza sessuale di gruppo, adescamento di minorenni) la polizia giudiziaria, quando deve assumere sommarie informazioni da persone minori, si avvale dell’ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile, nominato dal Pubblico Ministero.

Inoltre all’art. 362 c.p.p., relativo alla assunzione di informazioni, è aggiunto il seguente comma: 

Nei procedimenti per i delitti di cui all’art. 351comma 1ter cp (delitti sopra indicati) il Pubblico Ministero, quando deve assumere informazioni da persone minori, si avvale dell’ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile.

Ulteriore presenza dell’esperto è prevista anche nella parte processuale, precisamente all’art. 391 bis c.p.p., ove si aggiunge il seguente comma

“Nei procedimenti per i delitti di cui all’art. 351 comma 1 ter, il difensore, quando assume informazioni da persone minori, si avvale dell’ausilio di un esperto in psicologia o psichiatria infantile”.

Ritornando ad una caratterizzazione fenomenologica, l’adescamento online si configura come un processo che procede per fasi o step ben definiti e con un ordine preciso:

  • Selezione della vittima e contatto iniziale: le vittime predilette da questi soggetti sono minorenni che appaiono più vulnerabili e fragili, proprio perché a causa del loro isolamento sociale sono più predisposti a ricevere attenzioni da sconosciuti online;
  • Fase dell’amicizia: viene avviato un processo di reciproca conoscenza tra adescatore e vittima al fine di creare un legame di amicizia e confidenza. In questa fase – finalizzata alla conquista della fiducia – possono iniziare le richieste da parte dell’adulto di materiale video e/o foto, senza tuttavia la presenza di interesse sessuale;
  • Fase di creazione della relazione: l’adescatore acquisisce sempre più informazioni sulla vita e sulle preferenze del minore il quale, a sua volta, si illude di conoscere sempre più a fondo l'”amico” e ripone una maggiore fiducia in lui. Si tratta di una fase di durata variabile – anche mesi – in cui la reazione diviene via via sempre più stretta;
  • Fase del risk-assessment: l’adescatore in tale fase arriva a conoscere sempre più a fondo la vittima, le sue abitudini, i suoi spostamenti, i suoi orari. Diviene sempre più confidente con la routine del ragazzo/a;
  • Fase dell’esclusività: L’adulto rimarca sempre più le caratteristiche di forte intimità e mutualità del rapporto mettendo in atto delle tecniche di rassicurazione, ribadendo in continuazione al minore che ogni argomento può essere affrontato e che può riporre totale fiducia in lui. La relazione oramai è estremamente confidenziale e di grande fiducia;
  • Fase della sessualizzazione: è la fase più variabile nella forma e nelle manifestazioni, dipende dalle modalità di adescamento dell’adulto. In generale, essa è finalizzata allo scambio di materiale erotico e pornografico. Può succedere che alcuni adescatori, dopo aver ottenuto il materiale pornografico dal minore, possano interrompere la relazione ed abbandonare la vittima oppure spingerla a consumare atti erotici e sessuali nella vita reale.

 

Sperando che questo articolo sull’adescamento online sia riuscito a chiarire i vostri dubbi sull’argomento vi salutiamo e vi diamo appuntamento al nostro prossimo approfondimento. Tuttavia se nutrite ancora qualche perplessità in merito all’addescamento online e desiderate porci qualche domanda potete scriverci a info@forensicsteam.it, saremo felici di rispondervi al più presto!

Articolo di Samuela Bolgan

 

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Bibliografia:

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Brown, D. (2001), Developing strategies for collecting and presenting grooming evidence in a high tech world, National Center for Prosecution of Child Abuse Update, 14(11).

Gillespie, A. A. (2004a), Internet grooming: the new law, Childright, 204, 10-11.

Gillespie, A. A. (2004b), “Grooming”: definitions and the law, New Law Journal, 154, 586-7.

Griffith, G. & Roth, L. (2007), Protecting children from online sexual predators, NSW  Parliamentary Library Briefing Paper, No 10/07.

O’Connell, R. (2003), A Typology of Child Cyberexploitation and Online Grooming Practices, Cyberspace Research Unit: University of Central Lancashire, Preston, 1 – 22.

Van Dam, C. (2002), Identifying Child Abusers: Preventing Child Sexual Abuse by Recognizing the Patterns of Offenders, New York: The Haworth Press.

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